FIERA DI PADOVA
| Settembre |
09-11 Flormart - Miflor
Salone int.le florovivaismo, attrezzature e giardinaggio
PadovaFiere spa - T. 049.840111 |
18-20 ExpoBici
La fiera-evento per la passione della bici
PadovaFiere spa - T. 049.840111 |
| Ottobre |
02-10 Casa su Misura
Mostra mercato arredo e complementi
PadovaFiere spa - T. 049.840111 |
21-24 Auto e Moto d'Epoca
Preview giovedi 21 ottobre h. 10.00/18.00
Intermeeting - T. 049.7386856 |
30/10-1/11 Tuttinfiera
Regalo, collezionismo, tempo libero
PadovaFiere spa - T. 049.840111 |
| Novembre |
11-12 Job Meeting
Cesop Communication - T. 051.272441 |
11-13 ExpoScuola - Young
Istruzione Formazione Lavoro
PadovaFiere spa - T. 049.840111 |
12-15 Arte Padova
Mostra mercato di arte contemporaneo
NEF - T. 049.8800305 |
24-26 Asphaltica
Salone attrezzature e tecnologie per pavimentazioni e infrastrutture stradali
PadovaFiere spa - T. 049.840111 |
FIERA DI VICENZA

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Settembre
| 10 - 14 settembre |
VICENZAORO Choice
Mostra internazionale di oreficeria, gioielleria e argenteria
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22 - 24 settembre
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A.R.T.T
Rassegna di tessuti e decori |
| Ottobre |
1 - 2 ottobre
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VICENZA NUMISMATICA
Salone della numismatica, medaglistica e cartamoneta |
3 - 4 ottobre
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RAC
Rassegna di calzature-moda |
5 - 6 ottobre
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OPEN RAC
Rassegna di calzature-moda |
15 - 17 ottobre
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FESTIVAL DELL'ENOTURISMO
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21 - 24 ottobre
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ABILMENTE
Mostra del bricolage e delle arti manuali
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| Novembre |
5 - 8 novembre
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BENE'
Wellness Expo |
18 - 21 novembre
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LUXURY & YACHTS AUTUMN EDITION
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| Dicembre |
2 - 3 dicembre
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INCONTRO
Rassegna di informazione sui temi della formazione, del lavoro e dell'orientamento
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4 - 12 dicembre
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VICENZANTIQUARIA
Mostra Mercato d'antiquariato |
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MOSTRE
Padova, Palazzo Zabarella, 2 ottobre 2010 – 27 febbraio 2011
Cento ritratti, cento storie, cent’anni di straordinaria arte, da Canova a Modigliani.
Canova e Modigliani. Personalità che più diverse non si può, così come diversissimo è il mondo che rappresentano.
Eppure tra i due non passa più di un secolo, cent’anni, un soffio nella storia.
Ma furono cent’anni particolari, di cambiamenti mai prima vissuti, cent’anni di sconvolgimenti che, nel bene o nel male, hanno letteralmente stravolto la geografia stessa del mondo.
Anche per questo la mostra di Palazzo Zabarella ha il fascino di una grande, domestica “epopea”, un potente, ammaliante racconto per immagini.
Capace di trasmettere, come solo i grandi artisti ed i grandi registi sanno fare, storie, sentimenti, personalità unicamente utilizzando un particolare, uno sguardo, un volto.
Ad essere ritratti non sono re e regine, generali o prelati ma uomini e donne della borghesia, a rimarcare come la Storia sia fatta di tante, apparentemente piccole, storie.
Vengono in mente certi romanzi di Stendhal, Tolstoj, Thomas Mann ma soprattutto di Manzoni e d’Annunzio.
E, non a caso, viene in mente il cinema. Non a caso, perché taluni di questi ritratti costituirono modelli per inquadrature celebri, di Visconti, per fare un nome, il Visconti di Senso, del Gattopardo o di Morte a Venezia.
Questi oli, bellissimi, trasmettono vitalità, gioia, passione, raccontano stati d’animo, incidono personalità. Torna in mente la ricerca del volto dell’anima.
Personaggi noti e sconosciuti, messi in posa o ripresi, tanto per tornare al linguaggio cinematografico, in interni fastosi, in atti e atteggiamenti mondani o introspettivi, da soli o in gruppi familiari. Accoccolati su una panca di legno con accanto tre libri gialli e un cappello verde oppure parte di composizioni dove il paesaggio “vale” le figure che lo popolano.
E accanto agli oli le sculture, a comporre un dialogo perfetto, senza nessuna calata di tono, e a suggerire un sottile gioco di rinvii tra artisti ma anche tra effigiati, un ideale salotto che accoglie, di volta in volta, serate mondane, incontri familiari o di seduzione ma anche pause di tranquilla solitudine.
Nel secolo in cui torna potente la ricerca del vero, quasi un’ansia di scoprire la psiche umana, Canova e Modigliani demarcano i due confini temporali ma significativamente si incontrano nella scelta di idealizzare il ritratto.
Canova, rendendo sublime il gusto per la perfezione classica, idealizza i potenti che ritrae, trasformandoli in moderni dei di un nuovo Parnaso. Modigliani allungando i colli, come non aveva osato nemmeno Parmigianino, propone, in pittura, una nuova dimensione che sembra fare sintesi della modernità di Picasso e Matisse. Non a caso, entrambi proiettai sulla scena internazionale, il primo per committenza e consacrazione, il secondo perché “italiano a Parigi”, come de Nittis o Boldini.
Tra Canova e Modigliani la mostra svela un secolo di artisti. Appiani, Hayez, Boldini, Boccioni, Thorvaldsen, Bertolini, Ingres, Molteni, Piccio, Fattori, Lega, Zandomeneghi, Cremona, Ranzoni, Pellizza da Volpedo, Tito, Corcos, Balla e Severini tra gli altri.
E’ sicuro che dopo aver visitato questa mostra nessuno, ma proprio nessuno, potrà più pensare al ritratto come “genere minore”, anzi!
Una suggestiva mostra ai Musei Civici di Padova con un’indagine senza precedenti sulla Tempesta che ne identifica la città.
La Tempesta di Giorgione, l’opera-icona dell’affascinante artista di cui quest’anno si celebrano i 500 anni dalla morte, non finisce di dar vita a mille differenti letture e interpretazioni, di svelare storie o assecondare ricostruzioni di personaggi, luoghi o eventi.
E dunque, se il “paese” su cui si scatena l’inatteso fulmine - rivoluzionario nella storia della pittura per il suo spiazzante protagonismo - fosse nientemeno che la città di Padova? Una conferma in tal senso viene dalla mostra allestita presso i Musei Civici agli Eremitani e curata da Ugo Soragni, Davide Banzato e Franca Pellegrini.
Da un lato i fossati della cittadella con il Castello potrebbero ricordare quelli della città antoniana del tempo e gli edifici immortalati dall’artista di Castelfranco trovano corrispondenze nel ponte San Tomaso, nella cupola del Carmine con la torre di Ezzelino, nella Porta di Ponte Molino. E c’è anche chi intravede allusioni alla fondazione leggendaria della città da parte di Antenore, in particolare nella figura del guerriero.
Nessun azzardo, dunque, ma un’ipotesi fascinosa e intrigante, che conferma – accanto a tanti altri indizi – l’esistenza di uno stretto rapporto professionale e personale di Giorgione con Padova: quel rapporto su cui s’incentra l’originale mostra.
“Giorgione e Padova. L’enigma del carro” - ovvero lo stemma dei Carraresi visibile sulla porta dipinta da “Zorzi” nel suo capolavoro, presente in mostra - è dunque il titolo di un evento singolare che, partendo dall’interpretazione in chiave padovana di alcune opere del Maestro, ricostruisce rapporti, evidenzia affinità culturali, suggerisce riferimenti iconografici e influenze reciproche tra Giorgione e l’ambiente culturale, artistico e letterario della città, tra il XV e il XVI secolo.
Circa 60 opere, tra cui appunto La Tempesta e Mosè alla prova del fuoco di Giorgione - presentati ora attraverso nuove prospettive - numerose incisioni dell’amico e “ispiratore” patavino Giulio Campagnola, strumenti scientifici e documenti storici, insieme a importanti opere dei Musei Civici di Padova (Giorgione, Tiziano, Boccacino, Luini, Previtali, ecc.) e prestiti significativi dagli Uffizi di Firenze, da Berlino, Francoforte, Napoli, Roma, Parma, Pavia e Brescia a suggerire indubitabili legami con l’opera giorgionesca e con i suoi temi tipici: pastori, paesaggi, astrologi, meditazioni sulla malinconia, sulla vita e sulla morte.